Scusa Ameri del 18 maggio 2008

Inter: è scudetto!
La formazione di Mancini conquista il sedicesimo tricolore

Contro tutto e contro tutti, ma in primo luogo contro la sua storia. Oggi l'Inter di Ibrahimovic e Zanetti ha regolato i conti con il suo passato, ha superato l'anatema degli appuntamenti decisivi, ed ha sfatato una maledizione: da oggi il cinque maggio non fa piu' paura, è un capitolo chiuso.

Alla Roma l'onore delle armi, perché ha giocato il suo più grande campionato. Il Milan è fuori dalla Champions, dove invece accedono Juventus e Fiorentina. In B Empoli, Livorno e Parma. Questi i verdetti dell'ultima giornata del campionato di calcio, ultima puntata di Scusa Ameri.

Gentili amici, a voi tutti il più sentito ringraziamento per la cortese attenzione ed un cordiale arrivederci da Roberto Java.

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1 commento:

Roberto ha detto...

Pubblicato su radioalma.be:

Una prima parte di stagione eccellente, con le otto vittorie consecutive che hanno garantito agli uomini del cap. Zanetti ben undici punti di margine sulla Roma. Poi si e' scatenato l'inferno. Proviamo a capire quale.

Liverpool-Inter di Champions League, ottavi di finale. Gioca bene l'Inter, tiene il campo, e' solida in difesa, ma non riesce a far breccia nella retroguardia avversaria. Negli ultimi minuti il Liverpool, che pure non aveva prodotto granche', piazza un micidiale quanto fortunoso uno-due. Le testate italiane parlano della solita Inter, del catenacciaro Mancini, che mai imparera' la lezione. Questi i giornali, in testa Repubblica e Gazzetta dello Sport. Noi che quella partita l'abbiamo vista, sappiamo che non e' andata esattamente cosi', e che i quotidiani inglesi hanno invece apprezzato il gioco dell'Inter, arrivando ad invocare la buona stella di un Liverpool davvero benedetto dagli dei.

Si torna in campionato, l'Inter vince ancora, poi di nuovo il Liverpool nel match di ritorno. Cosi' come all'andata, l'Inter gioca in 10. Impossibile rimontare tre gol. Titoleranno i giornali della disfatta totale dell'Inter. Gli stessi che avevano in precedenza informato il gentile pubblico di lettori che il Milan, terminando il suo ciclo trionfale fatto di innumerevoli vittorie euromondiali, usciva di scena dall'Europa. No, fateci capire: per l'Inter e' una disfatta totale mentre per il Milan e' un'autorevole uscita di scena?

Poi ci sono i cosiddetti "aiutini". L'Inter cede alla strategia dei presunti favori arbitrali, e la paga con delle condanne severissime in campionato. Per nove partite l'Inter si ritrova in 10 uomini a seguito di ripetute ed affrettate espulsioni. Ibrahimovic stende l'Udinese, ma l'arbitro annulla. La retroguardia dell'Inter si ferma per un fuorigioco di 1,5 metri (non centimetri) di Camoranesi, ma l'arbitro convalida e sancisce la vittoria della Juventus. Il calcio e' fatto di sintesi, ma a volte a guardare i dettagli si coglie con maggiore senso critico quanto sia successo.

Bene ha fatto la dirigenza, in un momento cosi' delicato, a non tirare in ballo la classe arbitrale, bistrattata da tutti ed accusata a senso unico. Lo spogliatoio pero' ci rimette i nervi. E la Roma si avvicina pericolosamente, tra le battutine dei Totti e degli Spalletti e dei De Rossi, che a loro volta hanno ceduto alla miserevole tentazione di non saper battere l'avversario che a parole.


Gia', parole. Ma chi da spazio a queste parole sono sempre le stesse testate, Repubblica, Corsera, Gazzetta (non citiamo Tuttosport per ovvi motivi), e soprattutto la signora Rai, dal pulpito della sua trasmissione piu' antica, la Domenica Sportiva, che in realta' ha mostrato - nel corso degli ultimi anni - di aver ben poco di sportivo.


Se non andiamo errati, nella puntata di ieri sera, che avrebbe dovuto celebrare l'Inter campione d'Italia, uno scudetto meritato sul campo, senza strategie e condizionamenti della classe arbitrale - come ci si era abituati in un passato non troppo lontano - e' stata data voce ancora a convulse teorie degli aiutini, espresse da parte di tifosi che pure non possono essere biasimati.

Ecco qual'era l'inferno.

Loro, i tifosi, hanno il diritto di conservare la sana e tutta italiana vocazione di cercare altrove le ragioni dell'insuccesso. Noialtri, i giornalisti, abbiamo il dovere di raccontare le imprese, i fallimenti, le emozioni del nostro calcio con onesta' e limpidezza. A Scusa Ameri, questo rappresenta il fondamento di chi parla. Chi crede che il calcio sia un valore, e non solo uno sport, chi ha la ferma convinzione che esso sia una parte integrante delle nostre stesse vite, e non solo della societa' civile, ha il dovere morale di elevarlo al di sopra delle parti, di restare neutrale e di fare la sua parte di giornalista con il rispetto verso tutti i concorrenti.

RJ